A Zacinto
Uno dei più celebri sonetti di Ugo Foscolo, era conosciuto con la denominazione dell'intero primo verso: Né più mai toccherò le sacre sponde.
Solo nell'edizione postuma nel 1848, venne assegnato il titolo (non d'autore): A Zacinto.
Venne scritto a Milano negli ultimi mesi del 1802 e nei primi del 1803 ed è una dedica all'isola greca del mar Ionio (Zacinto, più nota come Zante) dove Foscolo nacque, ed affronta il tema dell'esilio, da lui autoproclamato dopo la cessione della Repubblica di Venezia – che allora comprendeva Zante – da parte di Napoleone agli Austriaci, e della nostalgia della sua terra. Il poeta paragona la propria condizione a quella di Ulisse, che però fu più fortunato di lui in quanto riuscì a rimettere piede sulla sua amata Itaca, mentre Foscolo è condannato ad una "illacrimata sepoltura" (una sepoltura in una tomba su cui nessuno potrà venire a piangere) in terra straniera.
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